Da:"L'impero dei numeri" (Denis Guedj)

...In un quadrato vi sono due lunghezze diverse, quella del lato e quella della diagonale. Grazie al teorema di Pitagora, è sufficiente conoscere una delle due per determinare l'altra. Per esempio, si consideri un quadrato il cui lato sia lungo 1; lo si scompone in due triangoli rettangoli isosceli uguali, la cui ipotenusa è la diagonale del quadrato. Poiché il quadrato della diagonale è uguale alla somma dei quadrati dei lati (ovvero 1+1), ne consegue che la lunghezza della diagonale è quel numero il cui quadrato è 2.

I pitagorici sono costretti a riconoscere, con una dimostrazione che non lascia nessun margine di dubbio, che non esiste alcun numero razionale il cui quadrato sia uguale a 2. Viceversa, se si prende in considerazione un quadrato di diagonale 1, allora la lunghezza del lato è un numero il cui quadrato è uguale a 1/2; anche in questo caso si dimostra che non esiste alcun numero razionale il cui quadrato è  1/2. La conseguenza è che il lato e la diagonale stesso quadrato non ammettono una misura comune!  Se un numero rappresenta la misura di uno di essi non è possibile trovare un numero che rappresenti h misura dell'altro! Si dice che sono incommensurabili  cioè è impossibile conoscerli insieme numericamente. Eppure i due segmenti sono là, insieme, sotto i nostri occhi. La realtà sembra indiscutibile, ma supera di gran lunga le nostre capacità numeriche.

I numeri razionali non descrivono il mondo

Terribile! Si deve rimettere tutto in discussione. La teoria fallisce, si rivela incapace di rappresentare ciò che ci appare semplice e reale. Le grandezze geometriche che sfuggono alla numerabilità sono chiamate alogos, ovvero indicibili, inesprimibili. Non ci sono "parole" numeriche per designarle.

La misura della diagonale di un quadrato di lato 1 è un numero il cui quadrato è 2, e questo numero  non esiste. Tuttavia la diagonale esiste. E anche la sua misura. Allo scopo di ricostruire l'edificio distrutto, i greci sviluppano una teoria che concerne soltanto le grandezze geometriche. Stabiliscono delle proporzioni tra le grandezze, ma rifiutano di chiamarli numeri. Bisognerà pazientare quasi duemila anni perché queste entità entrino a far parte dell'impero dei numeri. Rifiutando un rapporto razionale con l'unità, quel numero il cui quadrato è 2 e da cui tutto iniziò sarà il numero irrazionale "radice quadrata" di 2: Ö2.

 

Dimostrazione che  radice di 2 è irrazionale

Per provare che Ö2 non può essere un numero razionale, si ricorre a una dimostrazione per assurdo. Ogni numero razionale può essere rappresentato da una frazione irriducibile del tipo a/b. Supponiamo che esista un numero razionale a/b il cui quadrato sia uguale a 2. Allora a2/b2=2, da cui a2=2 b2. Osserviamo che in un quadrato, come a2, il fattore 2 o non appare affatto (se a è un numero dispari)  o appare un numero pari di volte (se il 2 è fattore di a, allora in a2 il fattore 2 appare 2 volte). Nell'uguaglianza considerata si ha quindi che a sinistra il fattore 2 appare o zero volte o un numero pari di volte, mentre a destra appare o 1 volta oppure un numero dispari di volte (in quanto vi è un 2 in più, quello che moltiplica b2). Quindi l'uguaglianza è assurda.