Il sistema di numerazione romano è additivo
Sappiamo infatti che:
XVI=10+5+1=16
In tale sistema ogni simbolo ha un valore intrinseco, indipendente cioè dalla posizione che occupa.
Vi
sono solo alcune eccezioni, introdotte per semplificare la
scrittura, nelle quali invece di sommare si sottrae (ad esempio IX=10-1=9).
E' immediato rendersi conto come tale sistema di
numerazione non si presti molto alla rappresentazione di grandi numeri:
ad esempio 888 diventa DMMMLXXXVIII, praticamente illeggibile.
Inoltre non vi è nessuna relazione tra il numero di cifre del numero e la sua
grandezza.
Ma la difficoltà maggiore è
senza dubbio nel calcolo.
I romani non sono senz'altro passati alla storia per i loro studi o le
loro scoperte matematiche: in ogni caso
con un tale sistema di numerazione l'aritmetica non avrebbe potuto avere
un grande sviluppo.