Il Patto Atlantico (NATO:
North Atlantic Treaty Organization)
Esattamente un anno dopo la presentazione del piano Marshall ( 4 aprile 1949) venne stipulato il trattato dell’Atlantico del Nord, un’alleanza tra: USA, Canada, Belgio,
Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Portogallo e, più tardi, anche Grecia e Turchia (1951), RFT (1954) ed infine Spagna (1982).
Il Patto Atlantico rappresentava in un certo senso, il completamento del piano Marshall.
Il primo aveva funzione economica, il secondo funzione militare. Dal punto di vista politico si accentuarono i due opposti schieramenti: da una parte gli USA e
l’Europa occidentale sempre più strettamente legati e dall’altra il blocco orientale certamente non meno compatto. Il pericolo di un nuovo conflitto assumeva sempre più una dimensione realistica.
Obiettivo della NATO era il rafforzamento della stabilità e la crescita del benessere e della libertà dei paesi membri per mezzo di un sistema di sicurezza collettivo.
L’Europa occidentale aveva valutato assai negativamente l’insediamento di governi comunisti nell’Europa orientale. L’URSS avanzava rivendicazioni territoriali e stava sostenendo la guerriglia
in Grecia e in Iran. Il rifiuto dei Paesi dell’est ad aderire al piano Marshall e la creazione del Cominform nel 1947 convinsero la maggior parte degli Stati occidentali ad aderire al trattato di Bruxelles (1948). Già l’anno precedente (1947) Gran Bretagna e Francia avevano stipulato un accordo di difesa reciproca in caso di aggressione. (trattato di Dunquerke).
I rapporti però tra gli ex Alleati si deteriorano presto e ciò spinse l’Europa occidentale, gli Stati Uniti ed il Canada a sollecitare i negoziati per il trattato dell’Atlantico del Nord, che
come abbiamo già detto, prevedeva un sistema di sicurezza comune.