L'ACCORDO DI SHENGEN
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Serie di norme approvate il 14 giugno 1985 a Schengen, in Lussemburgo, dai rappresentanti di cinque nazioni della UE, Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo (in un secondo tempo hanno aderito anche Austria, Grecia, Italia, Portogallo e Spagna), entrate in vigore il 26 marzo 1995. L'accordo riguarda l'abolizione dei controlli alle frontiere all'interno della Comunità e la libera circolazione dei cittadini comunitari in Europa. Dà una definizione giuridica di “extracomunitario” (cioè di cittadino proveniente da un Paese extraeuropeo) e fissa le regole per il loro accesso in Europa, i limiti alla libertà di circolazione e al soggiorno, le richieste di asilo. Dagli accordi di Schengen scaturisce l’esigenza di prevenire e risolvere questioni di pubblica sicurezza, attraverso la collaborazione tra le forze di polizia e la creazione di un unico sistema giudiziario e di un unico codice civile e penale soprattutto per quanto riguarda la lotta contro la criminalità legata al traffico della droga e delle armi. L'accordo di Schengen, prevede anche l creazione di un Sistema Informatico Shenghen (SIS) per rendere più efficace l'attività di controllo e repressione della criminalità organizzata e delle irregolarità nello spostamento di persone e cose all'interno della Comunità. Allo scopo di evitare un uso distorto dei dati disponibili, stabilisce regole per la protezione di ogni elemento che riguarda le persone (razza, religione, idee politiche, che potrebbero dar luogo a discriminazioni) I dati del SIS devono essere dunque utilizzabili solo per tutelare l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. L'Italia ha dato la propria adesione il 27 novembre 1990 e il parlamento l’ha ratificata il 30 settembre 1993.
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