L'avvento del nazismo

 

LA NASCITA DEL NAZISMO

Nell’impero tedesco l’armistizio che sanciva la fine della Grande Guerra (9 novembre 1919) era stato preceduto da scioperi, rivolte nell’esercito e dall’ammutinamento della flotta di Kiel.

L’imperatore firmò l’armistizio in un clima di disgregazione sociale. Nacquero nelle fabbriche tedesche i consigli di fabbrica e nell’esercito i consigli dei soldati ( i soviet).

In questa situazione che tanto somigliava a quella che si era svolta poco più di un anno prima in Russia, i partiti della sinistra avevano un grande peso.

Sulla scena politica stavano in pratica tre gruppi:

-          i socialdemocratici che erano i più moderati e che chiedevano lo scioglimento dei soviet a favore di un’assemblea nazionale che desse vita alla costituzione

-          i socialisti indipendenti  che chiedevano di trasformare i soviet in organo collaborativo con l’assemblea nazionale

 - la Lega di Spartaco, i cui leader erano Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg, che considerava fondamentale ed irrinunciabile la funzione dei soviet e si batteva per l’instaurazione di una repubblica  socialista fuori dal sistema parlamentare.

Le tensioni all’interno dei partiti di sinistra erano molto alte. La frattura politica sfociò in violenta repressione dell’estrema sinistra da parte del governo socialdemocratico.

Il 5 gennaio 1919 ci fu una grande manifestazione operaia che il governo stroncò  con la violenza attraverso  gruppi armati, chiamati corpi franchi.

Tutti gli esponenti di rilievo della sinistra furono uccisi.

Da febbraio ad agosto venne stesa la nuova Costituzione  della Repubblica. La Repubblica fu detta di Weimar dal nome della città nella quale si erano svolti i lavori dell’Assemblea costituente.

Nel frattempo i corpi franchi  continuarono ad agire seminando il terrore e ricorrendo frequentemente anche all’assassinio politico. Le forze di destra minacciarono più volte il colpo di stato, senza mai riuscire a metterlo in atto.