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CONCLUSIONE Così’ si conclude il Mein Kampf: un libro che ha costituito per quasi venti anni la guida ideologica del nazionalsocialismo In esso sono ben evidenti, perché dichiarate esplicitamente, le intenzioni di Hitler nei confronti degli ebrei, dei malati, dei deboli, degli altri stati, dell’organizzazione interna e totalitaria dello stato tedesco. Eppure, nonostante questo, migliaia di tedeschi ( e non solo tedeschi) hanno seguito e spesso appoggiato la follia di un uomo che ha provocato tanti lutti e sofferenze, come pochi hanno fatto nella storia dell’umanità.
Ma la storia indicherà ai suoi giudici quelli che attualmente, aventi il comando, schiacciano la legge e il diritto, che portarono alla disgrazia ed alla distruzione il proprio paese e che, nella miseria della patria, pensarono di più a loro stessi che all'esistenza del loro popolo. Non citerò ora i fatti che portarono all'8 novembre e lo finirono. Non lo dirò perché non ci vedo nessuno scopo redditizio, per il futuro, da quel fatti, e perché non è giusto ricordare avvenimenti che ancora pesano. Poi, è poco intelligente accusare delle persone che, forse, intimamente
volevano il miglioramento del proprio popolo, ma non percorsero la strada giusta. Davanti al cordoglio della nostra comune Nazione, non avrei voglia di colpire ancora queste persone: poiché non è mia intenzione scindere fra loro uomini che forse domani comporranno la vera barriera tedesca contro il fronte degli avversari della Germania. Io comprendo che giungerà il giorno in cui anche coloro i quali un tempo ci avevano giudicati avversari, mediteranno con orgoglio su quelle persone che per la Germania sfilarono incontro alla morte. I 18 eroi morti il 9 novembre 1923 a Monaco per la vittoria dell'ideale nazionale, io li pongo di fronte ai nostri affiliati e seguaci, come gloriosi che, conoscendo la loro sorte, si sacrificarono per il bene comune. Essi devono spronare i codardi e i timorosi al compimento del proprio dovere, di
un dovere che essi compirono fino in fondo. Fra tutti, sono orgoglioso di ricordare la persona che sacrificò la propria esistenza per scuotere la propria e la nostra gente; l'immolò con lo scritto e con la mente ed infine con il suo contributo: Dietrich Eckart! Il 9 novembre 1923, dopo 4 anni di vita, il partito nazional-socialista degli operai tedeschi fu smembrato e negato in tutta la Germania. Attualmente, nel novembre 1926, è nuovamente sorto e riconosciuto in tutta la Germania, più potente e più solido che prima. Tutti i delitti del movimento e dei suoi dirigenti, tutti gli atti vandalici e le maldicenze non poterono sotterrarlo. La verità dei suoi ideali, la limpidezza della
sua fermezza, il coraggio dei suoi affiliati lo fecero uscire con più grande slancio al di là di tutto ciò. Se questo nell’ambiente della nostra attuale malfattrice parlamentare, capirà sempre più nell’interna regione della sua battaglia e comprenderà di essere il simbolo dei fini razziali e umani, acquisterà un domani, grazie ad una tesi quasi certa, il trionfo. Così la Germania si inserirà nel posto che le
compete al mondo, se sarà guidata e preparata seguendo quegli ideali. Una nazione che, nell’era della soppressione delle razze, pensa ai migliori elementi della propria stirpe, deve essere un domani la padrona del mondo. Ciò è quello che i nostri affiliati non devono scordare, se l’ampiezza del sacrificio li portasse a non sperare più nella Vittoria
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