Per evitare suoni di difficile articolazione spesso togliamo la vocale a fine parola (quando non è accentata) nel caso in cui la parola successiva inizi anch’essa per vocale. Al posto della vocale tolta mettiamo l’apostrofo.

Questa operazione si chiama elisione.

Vedi gli esempi che seguono:

l’opportunità

e non

la opportunità

l’anima

e non

la anima

l’oca

e non

la oca

quell’amica

e non

quella amica

bell’infanzia

e non

bella infanzia

dell’una e dell’altra

e non

della una e della altra

 

 

 

 

 

 

 

Si chiama troncamento la soppressione dell’ultima vocale (se non è accentata) di una parola, quando la successiva inizia con una consonante oppure con una vocale.

Mentre l’elisione si indica con l’apostrofo, il troncamento non si indica affatto.

Vedi gli esempi che seguono.

voler andare

invece di

volere andare

voler bene

invece di

volere bene

buon cuore

invece di

buono cuore

San Giorgio

invece di

Santo Giorgio

far buon uso

invece di

fare buono uso

star su

invece di

stare su

chi vuol esser lieto…

invece di

chi vuole essere lieto

 

 

 

 

 

 

 

USO DELL’ELISIONE E DEL TRONCAMENTO  

Le parole:

bello,  quello,  grande, Santo

si apostrofano davanti a parole che cominciano per vocale. Es: bell’animale, quell’asino, grand’uomo, Sant’Antonio

 

 

si troncano davanti a parole che cominciano per consonante. Es: bel paesaggio, bel modo, gran dottore.  

Le parole

un,  nessun,  ciascun,  alcun,  buon

si scrivono senza apostrofo davanti ai nomi maschili anche se cominciano per vocale Es: un armadio, nessun uomo, ciascun animale  

La parola

frate

si tronca in fra davanti ad un nome proprio che cominci per consonante Es: fra Galdino, fra Cristoforo  

La parola

suora

si tronca in suor davanti a tutti i nomi propri Es: Suor Felicita, Suor Cecilia  

Gli articoli

una

si apostrofa sempre davanti a parole che iniziano per vocale Es: un’amica, un'anima.

 

lo e la

si apostrofano sempre davanti ad una parola che inizia per vocale Es: l’ortografia, l’attitudine  

 

gli

si apostrofa solo quando la parola che segue inizia per i      Es: gl’Italiani, gl’indigenti  

 

le

non si deve mai apostrofare  

Le preposizioni semplici

da

si apostrofa solo in alcune espressioni quali ad esempio: d’altronde, d’ora in poi, d’accordo, d’altra parte  

 

di

si apostrofa quando si vuole rendere più scorrevole il discorso. Es: l’arte d’insegnare, oggi non ho voglia d’andare a lavorare, d’estate vado al mare  

Le particelle pronominali

mi,  ti,  si,  vi 

Si possono apostrofare.  Es: t’amo, s’alzò, v’annuncio.  

 

ci

si può apostrofare solo quando la parola che segue inizia con i oppure con e    Es: c’inviò una lettera, C’erano sei gatti