Tutte le parole di cui ci serviamo per esprimere le nostre idee e fare un discorso, si riducono a nove classi, dette parti del discorso.

PARTI VARIABILI

Si dicono variabili perché hanno una parte che rimane sempre uguale (il tema o radice) ed una parte che cambia (desinenza).

La variazione della desinenza è in funzione del numero, del genere, della persona, del modo, del tempo.

Per l’articolo, il nome, l’aggettivo ed il pronome detta variazione è chiamata declinazione, mentre per il verbo è chiamata coniugazione.

 

PARTI INVARIABILI

Si dicono invariabili perché restano sempre uguali, cioè mantengono sempre la stessa desinenza.

Nome  (es: ragazzo, ragazzi, ragazza, ragazze) Avverbio (es: mai, sempre, oggi)
Articolo (es: il, lo, la, le, gli, i ecc.) Preposizione (es: di, a da, in, con, su, per, tra, fra)
Aggettivo (es: bello, belli, bella, belle) Congiunzione (es: e, che, ma, o, perché)
Pronome (es: questo, questi, questa, queste) Interiezione, (es: ehi!, vhe!)
Verbo (es: io mangio, tu mangi, egli mangia, noi mangiamo, voi mangiate, essi mangiano)  
 Esempi di declinazione di nomi:

singolare

plurale

singolare

plurale

Amic-o

Amic-i

Amic-a

Amic-(h)e

 

 

Ros-a

Ros-e

MASCHILE

FEMMINILE

Libr-o

Libr-i

 

 

Can-e

Can-i

 

 

 

 

Bocc-a

Bocc-(h)e

 

 

Cravatt-a

Cravatt-e

Contadin-o

Contadin-i

Contadin-a

Contadin-e

Signo-re

Signo-ri

Signor-a

Signor-e

 Nella nostra lingua ci sono anche nomi, aggettivi e pronomi che pur appartenendo alla categoria delle parti variabili del discorso, sono, di fatto, invariabili: è il caso di libertà, virtù, città, blu, marrone, chiunque, ogni.

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