LE CARATTERISTICHE DELLA LINGUA
Lingua parlata e lingua scritta
La quasi totalità dei linguaggi verbali possiedono una trasposizione, con un altro mezzo (visivo invece che auditivo),
dell'informazione: la scrittura.
Esistono due tipi principali si sistemi di scrittura: le scritture che trasmettono direttamente il significato, senza passare per la forma sonora che assume la parola o la frase (come quelle pittografiche o ideografiche) e le scritture sillabiche o alfabetiche, che rispecchiano la forma parlata della lingua, cioè ne trascrivono i suoni. Ad esempio: il cinese ha un ideogramma diverso per ogni parola, per cui è possibile, per chi conosce questa lingua, capire che cosa c’è scritto senza saperlo pronunciare (E’ quello che succede con i numeri. Anche noi capiamo
perfettamente il significato di un numero in un testo di una lingua straniera, anche se non siamo in grado di pronunciarlo in quella lingua). Gli etiopi utilizzano un segno grafico per ogni sillaba della lingua. La maggior parte delle lingue moderne, però, usa un sistema di scrittura alfabetico: ogni segno ha il proprio suono. In questo modo, conoscendo le regole della grammatica, si può capire il significato di ciò che leggiamo.
La lingua parlata e la lingua scritta sono diverse anche nella struttura: la lingua parlata consente continue spiegazioni, delucidazioni, ripetizioni; consente l'uso dell'intonazione della voce che, talvolta,
determina il significato della frase (se dico:”E’ proprio un bravo ragazzo!”, sarà l’intonazione, accompagnata alla mimica, a dare il significato di un ragazzo perbene o malvagio). Nella lingua scritta la punteggiatura aiuta a dare senso al discorso, ma molte delle informazioni che derivano dal tono della voce
o dall'atteggiamento di chi parla non possono essere recepite.
La scrittura permette una maggiore articolazione del pensiero e un maggior controllo, dal momento che si può in ogni momento verificare e, fino ad un certo momento
correggere, ciò che è stato già scritto.Quando si scrive un compito in classe, ad esempio, si possono modificare i contenuti fino al momento della consegna, mentre in una interrogazione orale, l’autocorrezione diventa più problematica.
La competenza comunicativa
E’ l'insieme delle conoscenze attraverso le quali un individuo comunica. Si tratta di un'abilità molto complessa: esistono vari livelli comunicativi che variano a seconda del contesto socioculturale.
Numerose regole determinano lo svolgimento di una conversazione:
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quando si fa un’affermazione ci si aspetta un commento dal nostro interlocutore
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prima di concludere la conversazione ci si saluta
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quando si fa una domanda ci si aspetta una risposta;
- mentre l'altro parla si aspetta che abbia finito per prendere la
parola;
Non sempre le regole di una buona conversazione vengono rispettate, ma proprio perché sono conosciute da tutti, il fatto che vengano trasgredite viene notato. Le regole, inoltre, non sono sempre uguali in tutti i
contesti. Non ci comporteremmo certamente in modo uguale durante una conversazione in classe con i compagni e durante un incontro ufficiale con il Ministro della Pubblica Istruzione! Non accoglieremmo certamente il Vescovo in visita alla nostra scuola con una
cordiale pacca sulla spalla!
Non dimentichiamoci però che la lingua con le sue regole è “viva” cioè cambia e si trasforma nel corso del tempo. Quello che appare inaccettabile oggi potrebbe diventare del tutto abituale. Leggendo oggi il
galateo (nel quale sono descritte molte regole di comportamento e conversazione) di monsignor Della Casa possiamo addirittura sorridere di alcune abitudini che oggi
appaiono francamente anacronistiche.
Per quanto riguarda la comunicazione scritta la competenza comunicativa riguarda il tipo di testo che si intende scrivere: lettera privata, lettera di affari, articolo per un giornale, tema
scolastico, verbali, ricette, racconti, romanzi ecc.
La persona competente è quella che, conoscendo perfettamente le convenzioni, decide se intende rispettarle o meno. Non rispettarle può provocare imbarazzo, può sorprendere,
o suscitare derisione o ilarità.
La competenza comunicativa sottintende moltissime informazioni che formano il patrimonio culturale di ciascuno di noi: credenze, modi di dire e proverbi, cognizioni circa l'organizzazione della società, regole di comportamento abituali (andare a scuola o in un locale di divertimento, fare la spesa, andare in chiesa, mangiare). Grazie a questo patrimonio è possibile comunicare con gli altri tralasciando una grande quantità di informazioni di cui il nostro interlocutore è già in possesso.
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Funzione
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Scopo |
EMITTENTE
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Emotiva
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Esprimere opinioni, stati d’animo, sentimenti, sensazioni
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REFERENTE
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Informativa (o referenziale o denotativa)
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Informare, descrivere, esporre, comunicare
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MESSAGGIO
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Poetica o connotativa |
Arricchire il linguaggio con espressioni originali e figurative
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CANALE
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Fàtica o di contatto |
Stabilire il contatto tra emittente e destinatario
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CODICE
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Metalinguistica |
Dare informazioni sulla lingua stessa
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DESTINATARIO |
Persuasiva
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Convincere qualcuno a compiere un’azione o condividere un’idea |
Le funzioni della lingua
Tutti noi utilizziamo quotidianamente la lingua per molteplici scopi: per comunicare emozioni, per indicare qualcosa, per convincere qualcuno, per raccontare aneddoti o barzellette, per esprimere (talvolta con una sola parola) il nostro disappunto, per salutare, per
puntualizzare ciò che avevamo già detto. Nella tabella successiva trovi la classificazione che Jakobson ha fatto delle varie funzioni della lingua
La funzione emotiva o espressiva
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La lingua ha una funzione emotiva o espressiva quando consente di comunicare sentimenti, pensieri, opinioni. Quando, ad esempio, un ragazzo ed una ragazza si confessano il loro amore, ma
anche quando nel discorso viene aggiunta una esclamazione o una interiezione; è tipica di giudizi, critiche, commenti, diari, confessioni, autobiografie.
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Funzione informativa o denotativa
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E’ la funzione utilizzata per testi di carattere scientifico, per manuali di istruzione, orari ferroviari, verbali. Viene usata ogni volta che la comunicazione viene usata in modo
oggettivo. E’ però presente, non da sola, in ogni comunicazione; infatti ogni volta che comunichiamo diamo un qualsivoglia tipo di informazione.
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Funzione fatica o di contatto |
Questa funzione viene svolta per entrare, mantenere o
interrompere il contatto con il nostro interlocutore.
Si tratta generalmente di saluti, esclamazioni, interiezioni.
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Funzione poetica o connotativa |
Utilizziamo questa funzione ogni volta che arricchiamo la nostra esposizione di vocaboli non essenziali, ma
utili a rendere più armonico e piacevole il discorso.
Talvolta anche la disposizione inconsueta delle parole all’interno di una frase evidenzia la funzione poetica.
Naturalmente il testo che più di ogni altro utilizza la funzione poetica è la poesia.
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Funzione metalinguistica |
E’ la capacità della lingua di descriversi.
Quando non conosciamo il significato di una parola, consultiamo il vocabolario, che è appunto il testo nel quale la lingua parla di sé.
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Funzione persuasiva o conativa |
E’ la funzione della pubblicità, dei discorsi politici, delle
leggi, dei divieti.
E’ utilizzata ogni volta che l’emittente cerca di convincere il/i destinatario/i a fare qualcosa.
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