Le scelte stilistico-espressive
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Ogni autore che si accinga a scrivere qualunque cosa deve fare un numero elevato di scelte. Ognuno di noi è autore di uno scritto, prima o poi. Si scrive per mille motivi: lettere, lista della spesa, manuali d’uso, temi, depliant pubblicitari, foglietti informativi, verbali e, quello che in questo momento ci interessa di più, composizioni letterarie.

Prendiamo l’esempio di una descrizione. Lo scopo fondamentale di ogni descrizione è quello di informare,  cioè di fornire al destinatario tutti i dati utili perché possa  "vedere' attraverso di essi l'oggetto della descrizione, cioè  identificarlo e riconoscerlo.  In questo caso, l'autore della  descrizione si limita a presentare l'oggetto attraverso una serie di  elementi, in modo impersonale. E' il caso delle descrizioni  referenziali  tecniche e scientifiche contenute in enciclopedie,  dizionari, manuali e guide, tutti testi che, per dare un'immagine più precisa possibile delle cose descritte, sono scritti in un linguaggio preciso e puntuale e sono spesso accompagnati da rappresentazioni grafiche, come fotografie e schizzi.                                                           

Una descrizione, può anche essere fatta a scopo persuasivo,  cioè per indurre il destinatario a valutare positivamente o  negativamente l'oggetto della descrizione.  In questo caso,  l'autore descrive l'oggetto (per esempio, un luogo di vacanze o un computer) segnalando e mettendo in rilievo solo alcuni suoi aspetti, sottacendone altri, e cerca di orientare il lettore mediante l'uso  di aggettivi o di avverbi che qualificano in modo particolare  l'oggetto in questione. E' il caso di tutti i testi pubblicitari  che, sotto lo scopo apparente di informare, si propongono lo scopo  reale di influenzare le scelte e i gusti del destinatario,  inducendolo a considerare positivamente l'oggetto descritto e,  quindi, a desiderarlo e ad acquistarlo.

Una descrizione, infine, può anche essere fatta a scopo espressivo o  poetico, cioè per trasmettere emozioni e stati d'animo, anche  attraverso il ricorso a immagini suggestive, a espressioni  figurate, a simboli e a paragoni. E il caso delle descrizioni  contenute nei testi letterari, in prosa o in versi, nei quali  l'oggetto descritto (luogo, cosa, persona o animale)  è reinterpretato dall'autore in modo del tutto  personale.

Ecco la descrizione dello stesso referente - l'isola di Tahiti - fatta in tre modi diversi, in rapporto ai tre diversi scopi per cui si può descrivere qualcosa:

 

Descrizione a scopo informativo 

Tahiti, con un'estensione di 1042 km2 e con i suoi 85 000 abitanti, è l'isola più meridionale e più importante dell'arcipelago della Società, nel Pacifico meridionale.  Di origine vulcanica, è prevalentemente montuosa - comprende anche vette che superano i 2000 metri - ma lungo le coste è caratterizzata da ampie pianure alluvionali, in cui sono concentrati gli insediamenti umani.  Ha un clima tropicale caldo-umido, con abbondante umidità e forti precipitazioni, e una temperatura che oscilla fra i 27 e i 35°C.  Tutta circondata dalla barriera corallina, è rivestita da una fitta vegetazione tropicale.  Le sue maggiori risorse economiche sono costituite dall'agricoltura (cocco, banane, canna da zucchero) e dalla pesca, soprattutto di ostriche perlifere.  In continuo incremento risulta l'attività turistica.

(da Enciclopedia geografica, De Medicis, Corno, 1996)

 

Descrizione a scopo persuasivo 

Tahiti:un nome che ammalia, evocando la visione di un paradiso tropicale circondato da mari cristallini e inviolato. Situata nel cuore dell'Oceano Pacifico, Tahiti è l'isola che, col suo fascino esotico e misterioso, incantò ed ispirò il famoso pittore Paul Gauguin.  La natura ha infatti donato a questa terra unica al mondo paesaggi da sogno: montagne ricoperte di vegetazione lussureggiante e di cascate nascoste da gigantesche felci, lunghi arenili sabbiosi e fantastiche lagune luccicanti di madreperla.  Circondata da un mare cristallino, chiuso dalla barriera corallina, Tahiti è infatti un vero paradiso non solo per gli appassionati di immersioni subacquee, che potranno ammirare i milioni di pesci esotici e multicolori che animano i fondali, ma anche per chiunque voglia immergersi in un'atmosfera di totale relax a contatto con una natura ancora incontaminata. 

A rendere ancora più incantevoli questi luoghi dal clima mitissimo, concorrono anche gli abitanti, che vi conquisteranno con la loro baldoria e la loro eleganza e vi contageranno con la loro gioia di vivere.  Sarete accolti con corone di fiori e con le sensuali danze ritmate dal suono del tamurè e scoprirete che, in fondo, l'Eden non è poi così lontano. (da 'Viaggiare', gennaio 1997)

 

 

Descrizione a scopo espressivo 

Nella natura incontaminata un arcobaleno di colori: cobalto e smeraldo, ambra leggera, sfiorata, profumata di desiderio.  Così quest'isola mi ha ricacciata in  giorni sempre diversi, lontana dall’angoscia di giorni sempre uguali.

Sole e luna si alternano senza rumore, specchiandosi in  riverberi cristallini e sciabordanti. Passato e presente si rincorrono nell'anima inquieta della notte. Allungo una mano fino a sfiorare il braccio caldo di Ale. Il tempo si è fermato, per non far giungere l'ora del ritorno. I sogni abitano a  Tahiti.

(Racconti di incontri. B. Bassi)

  

Sorvoliamo sulla mai esaurita diatriba critica che tenta da decenni di dare una sistematizzazione oggettiva  agli elementi che connotano un testo letterario ed accontentiamoci di una semplificazione formale.

Lo studioso russo roman Jakobson ha individuato sei funzioni del linguaggio: emotiva, conativa, referenziale, metalinguistica, fatica, poetica (includendo in quest’ultima anche la prosa).

Egli indica la funzione poetica predominante nel testo letterario perché l’attenzione non è incentrata sul messaggio formale, ma sull’estetica del messaggio stesso.

Non è tanto importante il significato, ma piuttosto il significante.

Le parole di un racconto, di una novella, di un romanzo hanno una forza evocativa, una collocazione, un suono che “entra dentro” al lettore.  Chiediamoci perché alcune frasi celebri rimangono scolpite nella nostra memoria ed altre no : eppure il significato delle parole prese singolarmente è identico!

Ricordate la conclusione di “Via col vento”? Rossella O’Hara guarda l’orizzonte e dice:”Domani è un altro giorno” . Cinque parole per esprimere speranza, ottimismo, sofferenza, desiderio di rinascita in una donna, mai piegata dalle avversità. Il loro potere evocativo travalica abbondantemente il significato e lascia tutto lo spazio interpretativo al significante.

O ancora il Manzoni, quando narra la storia della monaca di Monza, che dice: E la sventurata rispose. Combinazione di quattro parole che lasciano intravedere tutto il dramma che seguirà senza citarlo affatto.

 Altra scelta importante è il registro linguistico. La letteratura italiana è ricca di esempi in tal senso.

Alessandro Manzoni cercò di scrivere I Promessi Sposi in una lingua, di alto livello, ma comprensibile a chiunque.

Giovanni Verga  introdusse la parlata regionale, senza mai sforare nel dialetto vero e proprio, ma cercando di restare fedele ad un registro linguistico contadino.

Gabriele D’Annunzio fece dell’aulicità il proprio stile: un linguaggio colto e raffinato, destinato ad un pubblico di esteti.

La letteratura contemporanea ha adottato uno stile che spazia abbondantemente fra le scelte dei tre grandi appena citati. Basti citare Pier Paolo Pisolini  che fa del romanesco il linguaggio usato dai suoi ragazzi di borgata; o  Carlo Emilio Gadda  che mescola linguaggi diversi (colti e raffinati e dialetto) con sorprendenti ed unici effetti letterari. 

Italo Calvino, a proposito della ricerca del linguaggio, in Lezioni americane dice: “Come per il poeta in versi così per lo scrittore in prosa, la riuscita sta nella felicità dell’espressione verbale, che in qualche caso potrà realizzarsi per folgorazione improvvisa, ma che di regola vuol dire una paziente ricerca del mot just, della frase in cui ogni parola è insostituibile, dell’accostamento di suoni e di concetti più efficace e denso di significato.”

 

 

 

per consultare il dizionario di italiano on-line, clicca qui: http://www.garzantilinguistica.it/digita/digita.html

Autore: bruna.bassi@libero.it docente di lettere ITG CAMILLO RONDANI PARMA