La comunicazione e l'arte
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Abbiamo visto nelle unità precedenti che la letteratura è una forma di espressione artistica al pari della pittura, della scultura o della musica.

Sono certamente diversi gli strumenti: una usa le parole, le altre usano suoni, colori e forme. Tutte però tendono a comunicare qualcosa a chi guarda, ascolta, legge.

Lo scrittore quando è preso dall’ispirazione fissa qualche appunto sulla carta o mentalmente e poi sceglie le parole che attraverso melodie, armonie di suoni ed evocazioni riprodurranno i suoi pensieri.

Il pittore nella stessa situazione abbozza con poche linee il suo dipinto  che poi riempirà di colori ed altre linee per dar vita alla sua opera.

 

Lo stesso fa il musicista accostando note e ritmi, incalzare di suoni e silenzi.

 

 

 

 Guardiamo ad esempio la descrizione che il Manzoni fa di Lucia che si appresta ad andare sposa a Renzo; pochi tratti per dipingere con le parole questa soave figura di donna. Prestate particolare attenzione alla descrizione dei capelli.  

Lucia usciva in quel momento tutta attillata dalle mani della madre. Le amiche si rubavano la sposa, e le facevan forza perché si lasciasse vedere; e lei s'andava schermendo, con quella modestia un po' guerriera delle contadine, facendosi scudo alla faccia col gomito, chinandola sul busto, e aggrottando i lunghi e neri sopraccigli, mentre però la bocca s'apriva al sorriso. I neri e giovanili capelli, spartiti sopra la fronte, con una bianca e sottile dirizzatura, si ravvolgevan, dietro il capo, in cerchi moltiplici di trecce, trapassate da lunghi spilli d'argento, che si dividevano all'intorno, quasi a guisa de' raggi d'un'aureola, come ancora usano le contadine nel Milanese. Intorno al collo aveva un vezzo di granati alternati con bottoni d'oro a filigrana: portava un bel busto di broccato a fiori, con le maniche separate e allacciate da bei nastri: una corta gonnella di filaticcio di seta, a pieghe fitte e minute, due calze vermiglie, due pianelle, di seta anch'esse, a ricami. Oltre a questo, ch'era l'ornamento particolare del giorno delle nozze, Lucia aveva quello quotidiano d'una modesta bellezza, rilevata allora e accresciuta dalle varie affezioni che le si dipingevan sul viso: una gioia temperata da un turbamento leggiero, quel placido accoramento che si mostra di quand'in quando sul volto delle spose, e, senza scompor la bellezza, le dà un carattere particolare.

 La fotografia che vedete qui sotto è della chiesa di S. Apollinare in classe  a Ravenna.

Subito, fin dalla prima occhiata, colpiscono i toni caldi dei colori rosati, bruni, ocra.

Le colonne appaiono in “fuga” sotto la luce che entra dalle finestre. La prospettiva guida lo sguardo verso il fondo della chiesa dove in piena luce si possono ammirare i  meravigliosi mosaici del catino dall’abside.  Architettura e colore sono fuse in uno splendido insieme.

Colonne ed archi si alternano in perfetto equilibrio: pieni e vuoti  si avvicendano per dare risalto alla luce che entra dalle finestre e crea penombre incantevoli.

Sulle pareti si susseguono medaglioni dipinti e nell’abside una fila, che appare quasi come una collana di perle, di pecorelle bianche attornia S. Apollinare. Gli altri Santi sono disposti in modo simmetrico fra le luci e le ombre create dalle finestre.  Il “ritmo” della scala è dato dalla perfezione dei gradini chiusi in due traverse simmetriche.

 

 

 

 

L'immagine qui riprodotta è la scultura  detta "Le grazie"  di Antonio Canova (1812) .

La statua è esposta a Roma alla Galleria Borghese.

E’ un’opera di ispirazione classica e  perfetta dal punto di vista stilistico. Osserva con quanta perfezione sono stati riprodotti i particolari del corpo umano.  Foscolo si ispirò ad essa per comporre l’opera letteraria  “Le Grazie”.

 

 

 Ora vediamo la fotografia di un dipinto famosissimo: Terioa (sogno ad occhi aperti) di Paul Gauguin

 

Come anticipato dal titolo, le due donne appaiono davvero assorte in un sogno. Il poeta ha cercato di entrare nell’anima dei soggetti che stava dipingendo.

Lo sfondo appare luminoso ed il paesaggio, che si intravede dalla porta, è addirittura brillante. Le due figure, al contrario, hanno colori brunati. Il colore verde della maglietta della donna a sinistra si riflette anche sul suo viso. La figura in primo piano sembra una scultura di bronzo del tutto distaccata dall’altra figura. Le due donne sono lontane, assenti l’una all’altra, ciascuna immersa nel proprio sogno.  I colori si accordano in modo così perfetto fra di loro da dare a tutto il dipinto una  visione quasi monocromatica.

 

Saper leggere un dipinto significa analizzarlo prima nell’insieme e poi in tutti i suoi particolari. Così come abbiamo imparato a fare con le opere letterarie. 

Osserviamo per prima cosa l’insieme di un quadro e pensiamo al titolo che l’autore ha dato: in genere è la chiave di lettura.

Cerchiamo di vedere qual è il colore dominante, quali sono le forme, l’incidenza delle ombre e delle luci. Se dominano la luce ed i colori chiari capiamo subito che il tono è sereno, allegro o per lo meno gioioso; se al contrario i colori sono scuri e prevalgono le ombre avremo un tono cupo, drammatico. 

Se il quadro rappresenta una figura umana osserviamone per primo lo sguardo dal quale capiremo lo stato d’animo. Continuiamo seguendo le linee del volto, la curvatura del naso, le mani, i capelli, la postura.  L’osservazione attenta ci restituirà un’immagine grassoccia, scarna, ossuta, rugosa, gentile, felice, triste, soave, drammatica  o angosciante. Certamente non lascerà indifferenti.

Guardiamo con attenzione gli oggetti o il paesaggio che circondano la nostra figura in primo piano e facciamo lo stesso lavoro di analisi.

L’armonia del colori e delle forme ci guiderà verso l’emozione.

 

 

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Autore: bruna.bassi@libero.it docente di lettere ITG CAMILLO RONDANI PARMA