
In
ogni racconto ci sono dei personaggi, dei luoghi, degli avvenimenti che si
svolgono in un tempo. Sono gli elementi della storia che viene narrata.
Ogni storia per essere
deve avere un narratore, un destinatario, un contenuto
ossia una fabula.
Sono tutti e tre
ugualmente importanti e se manca anche uno solo di questi elementi non c’è
narrazione.
Prendiamo ad esempio un
testo che conosciamo tutti: la favola di Capuccetto Rosso.
Abbiamo una situazione
iniziale: Capuccetto Rosso deve portare da mangiare alla nonna ammalata che
abita dall’altra parte del bosco.
Segue uno svolgimento:
l’attraversamento del bosco e l’incontro col lupo.
La fiaba termina
appunto con la situazione finale: l’uccisione del lupo.
Tutte le storie hanno
una struttura analoga: situazione iniziale, svolgimento, situazione finale
detta anche scioglimento.
In genere la situazione
iniziale è instabile o comunque preannuncia la possibilità di cambiamenti,
seguono una serie di avvenimenti che portano modificazioni e il ripristino
della situazione iniziale o la soluzione ai problemi sorti nel frattempo.
Schematizzando al
massimo possiamo dire che ogni storia ha:
In molti racconti,
novelle e romanzi questa serie si ripete più volte; almeno tante volte
quanto più è articolato l’intreccio.
Per capire bene un
racconto bisogna innanzi tutto individuare i tre momenti fondamentali che
abbiamo appena descritti.
All’interno di questi
momenti è necessario dividere un sequenze narrative, detti anche nuclei
narrativi.
Le sequenze sono unità
minime di significato, cioè parti del racconto dotati di una loro autonomia.
In una sequenza possono esserci gli stessi personaggi, può svolgersi nello
stesso luogo oppure nel medesimo momento, oppure può essere costituita dalle
spiegazioni sui fatti o dai pensieri di uno dei personaggi.
L’importante è che
abbia una sua completezza e unità. La suddivisione non è rigida. Si può
interrompere la sequenza per l’ingresso in scena di un altro personaggio
oppure perché cambia il luogo o il tempo (all’uscita da scuola, a Vienna
a mezzanotte…)
Ovviamente una storia
per essere più interessante può essere complicata da altri avvenimenti e
personaggi secondari. Le favole, ad esempio, sono molto lineari, ma se
affrontiamo la lettura di un romanzo ci accorgiamo immediatamente che
oltre alla storia ed ai protagonisti principali vi sono altri fatti ed altre
persone che fungono da contorno e determinano l’intreccio.
Anche il sistema dei
personaggi è normalmente abbastanza articolato. Prendiamo sempre ad esempio
la favola perché in questo tipo di narrazione tutto è semplificato.
C’è un protagonista, un
antagonista, qualcuno che aiuta il protagonista, un desiderio da soddisfare.
Questa architettura, con le dovute distinzioni, è applicabile a qualunque
tipo di narrazione.
Nella novella o nel
romanzo l’antagonista non è sempre un personaggio rappresentabile
fisicamente: si tratta talvolta di pulsioni dell’Io del o dei protagonisti
che impediscono la realizzazione del desiderio o ne condizionano
pesantemente l’esistenza determinando un tormento o una felicità che vale la
pena di essere narrata.
Lo stesso discorso
vale per colui che porta aiuto ai personaggi. Anche in questo caso può
essere un sentimento, una nuova visione dei fatti o un fatto stesso che
determina il cambiamento; un cambiamento vissuto interiormente che porta
spesso allo scioglimento dello spannung.
