
IL TEMPO DEL RACCONTO
Siamo di fronte
all’ennesima scelta dell’autore: quando far iniziare il racconto?
Le narrazioni possono
essere interamente lineari, ma questo è assai poco frequente. Abbiamo la
narrazione lineare in alcune biografie in cui i fatti raccontati si
susseguono uno dopo l’altro seguendo l’ordine temporale, senza alcuna
anticipazione o ritorno indietro.
In altre opere si ha la
situazione diametralmente opposta: il racconto inizia dal fatto conclusivo e
la storia si snoda attraverso una serie di flash-back .
La più usata in
assoluto è però la modalità mista: cioè la narrazione di fatti che si
svolgono nella contemporaneità della narrazione, con piccoli salti nel
passato e, talvolta, brevissime anticipazioni rispetto a ciò che dovrà
ancora succedere. E’ la tecnica che, più delle altre, mira a coinvolgere
emotivamente il lettore, che si sentirà partecipe attraverso
l’immaginazione. E’ anche la tecnica che richiede maggiori competenze
grammaticali perché essa richiede l’ uso dei verbi che rendono ipotetico un
periodo , praticamente perfetto.

LA DURATA DEL RACCONTO
Per durata del racconto
non si intende la lunghezza del medesimo, ma lo spazio che viene dato ad una
descrizione, ad un fatto.
Vi sono racconti nei
quali a tutti gli avvenimenti, belli o brutti che siano, è dato uno spazio
testuale più o meno uguale con modalità narrative costanti. Altri nei quali
la descrizione degli ambienti e dei paesaggi soverchia la narrazione dei
fatti ed i dialoghi.
In alcuni racconti la
durata del racconto è praticamente sovrapponibile alla lunghezza del
medesimo. Ciò succede quando i dialoghi sono preponderanti. La vicenda si
svolge esattamente nel momento in cui i protagonisti parlano. In questo caso
più che di racconti, novelle o romanzi si ha una struttura “teatrale” o
“cinematografica” dell’opera.
E’ una scelta ardita
perché limita fortemente la possibilità di descrivere pensieri, luoghi,
paesaggi. Il Manzoni nel comporre l’Adelchi, utilizzò il Coro,
proprio per ovviare a questo inconveniente. Il Coro, voci descrittive fuori
campo, aveva il compito di dare al lettore elementi non altrimenti
fruibili.
Il vantaggio è la
grande dinamicità e contemporaneità della descrizione che rende partecipe il
lettore al “presente” narrativo.
