
Il narratore
Attenzione
a non confondere l’autore con il narratore!
L’autore è colui che
scrive la storia, il narratore è colui che la racconta.
L’autore reale ha una
identità ben precisa: ha un nome ed un cognome, è nato in un certo luogo ed
ha fatto determinate cose. Ovviamente, mentre leggiamo un’opera ci formiamo
un’idea di colui che l’ha scritta, ma l’opinione che noi ci formiamo di un
autore attraverso le sue opere non sempre corrisponde alla realtà.
Leggendo i già citati
Promessi Sposi viene spontaneo pensare a Manzoni come ad un uomo molto
pacato, certamente colto e dedito alla ricerca storica ( e questo è vero),
sereno e saggio. Studiando approfonditamente la sua biografia apprendiamo,
al contrario, che era un uomo tormentato e problematico.
L’immagine che ci
creiamo di un autore attraverso i suoi scritti è l’autore implicito,
pura trasposizione di un’idea trasmessaci attraverso la fantasia e l’abilità
che gli deriva dalla sua professione.
Il narratore può essere
“io” cioè la storia è narrata in prima persona, ma può essere narrata
anche in terza persona. Il narratore che ci guida attraverso la storia si
chiama narratore di primo grado.
Se la storia contiene
un’altra storia, con un altro narratore, avremo il narratore di secondo
grado. Succede quando, ad esempio, uno dei personaggi racconta ad un
altro quello che è successo precedentemente.
Il narratore può essere
interno, quando anch’egli partecipa alla storia; oppure esterno, quando non
vi appare. A quest’ultimo caso appartiene, ad esempio, il Decameron.
Il narratore non è mai un personaggio delle novelle che costituiscono
l’opera.

Il PUNTO DI VISTA
Il narratore ha
l’importante compito di mettere a fuoco la vicenda, ossia di narrarla da un
determinato punto di vista, focalizzando (cioè centrando) l'attenzione
su un oggetto, un personaggio, un fatto.
La focalizzazione è una
delle chiavi interpretative di qualunque opera letteraria.
Citiamo, ad esempio, un
brano che tutti dovremmo conoscere: l’incontro di Don Abbondio con i bravi
nella parte iniziale de I Promessi Sposi.
Se questo capitolo
fosse stato scritto dal punto di vista di Don Rodrigo certamente non avremmo
percepito quella sensazione di violenta prevaricazione che il narratore
esterno ci fa abilmente sentire.
La focalizzazione passa
attraverso:
a)
il narratore esterno con
focalizzazione zero
b)
il narratore esterno con
focalizzazione esterna
c)
il narratore interno
Il narratore esterno
con focalizzazione zero è detto anche onnisciente perché sa tutto dei
personaggi e dei luoghi, vede tutto ciò che succede, ovunque succeda.
La storia è narrata in
terza persona ed i tempi verbali sono prevalentemente al passato. Ha la
possibilità di fare delle digressioni, di divagare e riflettere, o meglio,
sollecitare la riflessione. Non è raro che intervenga con giudizi e
considerazioni del tutto personali, spiegando e illustrando meglio fatti,
luoghi, pensieri, azioni.
Ha il vantaggio di
poter descrivere dall’esterno i personaggi, dando una falsa idea di
oggettività, di poter dire ciò che avviene in più luoghi anche
contemporaneamente, fare anticipazioni rispetto a quanto deve ancora
accadere, descrivere minuziosamente i pensieri ed i desideri più nascosti di
ciascun personaggio.
Il narratore esterno a
focalizzazione esterna racconta sempre in terza persona, ma è molto più
distaccato del primo. Racconta solo ciò che vede cercando di essere il più
possibile aderente ad una realtà oggettiva. I sentimenti delle persone sono
dimostrate con atti concreti compiuti dai personaggi dei quali sa e dice
solo ciò che vede. Fa un uso abbondante dei dialoghi e le sue riflessioni
sono poste sotto la forma dell’ipotesi e dell’interpretazione. ( sembrava
che…., era come se…. Ecc)
Il narratore interno
conosce dei personaggi solo quello che conoscono e dicono essi stessi.
Il narratore può essere
un personaggio ed identificarsi con esso; in questo caso abbiamo la
focalizzazione interna fissa.
Oppure può
identificarsi con i vari personaggi adottandone di volta in volta il punto
di vista. Non è affatto detto che ci dia indicazioni di alcuna preferenza in
tal senso. La focalizzazione in questo caso è interna e
variabile.
Il narratore interno
può anche essere il protagonista e narrare in prima persona. Succede
prevalentemente nei diari e nei racconti autobiografici. Il punto di vista
in questo caso è unilaterale: il lettore avrà attraverso il monologo
interiore (o flusso di coscienza) la visione dei fatti e del mondo, e solo
quella, che ha il protagonista-narratore.
