NOTIZIE SULLA VITA E SULLE OPERE di Camillo Rndani

PRIMO PRESIDE DELL'ISTITUTO

di BIANCA BONFIGLI BIGNOTTI

Il metodo descrittivo di Linneo, rispondente al bisogno di registrare con ordine le innumerevoli forme accumulate nei musei e quelle, che ricerche pi accurate e lontani viaggi andavano ogni giorno scoprendo, fece fiorire rapidamente la zoologia sistematica: si comprende quindi come - per guardare solo nel campo che ci interessa - nella seconda met del secolo XVIII molti naturalisti si siano dedicati alla descrizione ordinata degli artropodi (insecta di Linneo); di questo periodo la fondazione del Magazin di Zurigo, trasformato pi tardi in Archives de l'Histoire des insectes; sono dell'ultima parte del secolo i vasti lavori di Schaeffer, Roemer, Fabricius; numerose sono anche le monografie entomologiche relative a faune locali, alcune delle quali rappresentano lavori fondamentali di sistematica (Scopoli: Entomologia Carniolica; Rossi: Fauna Etrusca; Mantissa insectorum). Il secolo XVIII, che aveva trovato gi gli studi del Malpighi e del Redi, ha dato anche importanti lavori sui costumi, sulla metamorfosi, sull'anatomia degli insetti: tuttavia un pi vitale alimento viene all'entomologia nella prima met dei secolo XIX coll'assurgere dell'anatomia ad un complesso armonico e coll'affermarsi dell'embriologia su basi sicure: sorgono allora in Europa numerose e fiorenti societ entomologiche per lo studio di tutto quanto pu riferirsi agli insetti, tra l'altro la Societ Entomologique de France, che inizia la pubblicazione dei suoi celebri Annales (1831). Nel grande movimento Scientifico di questo tempo, dopo i vertebrati spetta agli artropodi il maggior numero di cultori; monografia speciali su organi e apparati diversi divengono sempre pi abbondanti; l'embriologia novera felici cultori; la biologia trova degni continuatori dell'opera del Reaumur; la sistematica appassiona innumerevoli persone; solo lo studio biologico degli insetti in rapporto colla vita economica dell'uomo si attarda un poco. In questa fioritura di studi zoologici si pu dire (1) che l'Italia non si trovava del tutto alla pari rispetto alle altre nazioni, anche perch mancavano veri e propri laboratori per ricerche di "zoologia scientifica" (2) a cui potessero indirizzarsi i giovani, e i professori universitari dedicavano ancora gran tempo a far collezioni e classificare. In una cosiffatta atmosfera scientifica, accanto a valenti entomologi quali il marchese Spinola, di Genova; il Bassi, di Milano; O. G. Costa, di Napoli; il Gen, il Ghiliani, il Truqui, di Torino per citar solo quelli che poi gli premorirono), viene a trovarsi Camillo Rndani. Nacque in Parma il 21 novembre 1808 (3) da antica e cospicua famiglia, nota per aver dato il nome ad una villa presso il Po' - Mezzano de' Rondani - e avervi fondato la chiesa parrocchiale di S. Maria con larga dotazione di terre e di case, e con diritto di nomina del titolare nei discendenti del fondatore. Questa famiglia annoverava membri illustri per varie ragioni e in vari tempi, a partire dal suo capostipite, (4) un Manfredo, che and legato dei Piacentini al Congresso della Lega Lombarda tenuto in Crema nel 1175; coi suoi migliori antenati Camillo ha dunque in comune, se non il genere degli studi, certo l'altezza della mente. Fu avviato a otto anni alla carriera ecclesiastica dalla famiglia, che cercava. di assicurargli la ricca prebenda di Mezzano, ma a questa carriera rinunzi poi a ventidue anni (5). Fin da fanciullo - seguendo l'andazzo dei tempi, che anche a Parma faceva fiorire numerosi i dilettanti raccoglitori, talora valenti - am ricercare oggetti naturali di ogni genere; giovanetto, venuto in possesso della traduzione italiana delle Suites a Buffon del De Ligny, si mise a determinare e ordinare come pot le specie di insetti raccolte, esercitandosi anche con costanza a riprodurne le sembianze col disegno e la pittura. Nel corso preparatorio all'Universit - la cosiddetta facolt filosofica - ebbe la ventura di incontrarsi con Macedonio Melloni il quale, al principio della sua luminosa carriera, avendo sperimentato su s stesso la potenza della vocazione agli studi scientifici, pot, oltre che insegnamenti di fisica e chimica, offrire al giovane collezionista incoraggiamento e sprone allo studio degli animali; certo nel 1827 gli fece il dono augurale di due bacheche di farfalle, che erano state comperate da lui qualche anno addietro a Parigi; tuttavia aiuti diretti nel campo della zoologia non poteva dargliene. L'insegnamento della zoologia era allora a Parma pi che altro sul calendario, e, accanto al padre Bagatta, che teneva un elementare corso di mineralogia, c'era solo un docente di botanica, che per fortuna era Giorgio Jan; che doveva influire appunto sull'avvenire del Rndani era lo Jan. (6). Questo valente naturalista, gi assistente nel Museo I. R. di Vienna e dal 1816 professore a Parma, versato in parecchi rami delle scienze naturali, era stato avviato allo studio dell'entomologia dallo Ziegler; a Parma era venuto (7) con un ricco erbario e una raccolta copiosa di insetti, specialmente coleotteri e lepidotteri; qui aveva aumentato le sue collezioni anche per merito del dotto raccoglitore conte Federico Sanvitale e poi del fratello, conte Stefano. Si dedicava anche proficuamente alla raccolta di molluschi e crostacei, e dei fossili del Parmense e Piacentino; in Parma convivette per molti anni col conte Stefano Sanvitale e gli sistem pregevoli collezioni, godendo a sua volta del beneficio di una ricca biblioteca scientifica. Pi tardi doveva diventare direttore del Museo Civico di Milano e dedicarsi alla erpetologia. Camillo Rndani, che si era nel '27, dopo il triennio filosofico, iniziato agli studi giuridici - forse per il pretesto di lasciare la carriera ecclesiastica -, frequentando con amore le lezioni di botanica, si acquist rapidamente l'amicizia dello Jan, affabilissimo coi giovani, di cui ricercava la compagnia: si ebbe cos una valida guida nelle escursioni e nell'analisi del materiale, il dono di molti duplicati d'insetti e il permesso d'andare a studiare nella biblioteca del Conte Sanvitale, fornita fra l'altro della collezione entomologica pur troppo in gran deperimento - descritta dal Rossi nella Mantissa insectorum. (8). Nel 1830 svest l'abito ecclesiastico, anche per l'influenza di una giovane donna, che fu pi tardi sua moglie; nel 1831, compiuto il corso degli studi legali, avrebbe dovuto conseguire la laurea; ma, essendo incominciati i moti insurrezionali nella, nostra provincia e nelle limitrofe, il Rndani interruppe momentaneamente gli studi. Le vicende condussero il Melloni a triumviro del governo provvisorio e avrebbero condotto il Rndani a Parigi, per un corso di perfezionamento in storia naturale, se il Melloni, che intendeva inviarcelo per farne un Professore dell'Universit, avesse avuto agio di riordinare gli studi dell'ateneo; invece ben presto fu ristorato il governo ducale e. per ragioni politiche, fu portata a Piacenza la facolt di Giurisprudenza. Il Rndani non and purtroppo a Parigi, dove era ancora in vita il Cuvier e dove lavorava con larghi mezzi di studi una schiera di valenti naturalisti che lo avrebbero certo iniziato anche all'anatomia e all'istologia non and neanche a Piacenza: rinunzi alla laurea in giurisprudenza e si dedic col fratello Emilio - allora uscito dalle prigioni di Stato dove aveva scortato il suo amore per la patria  al commercio dei generi coloniali. Ma se lo studio delle leggi non lo aveva distratto dai suoi insetti, le droghe perfino ve lo aiutarono; infatti egli ebbe la soddisfazione di osservarne alcuni e anche di trovar qualche specie nuova nel caff e nella gialappa venute d'oltre mare. Tuttavia quella vita non faceva per lui. Nel 1833 spos Petronilla Musiari, che per lunghi anni doveva essere sua compagna affettuosa e intelligente (9): (10): l'anno dopo lasci la negoziatura e si ritir nella sua villa, posta sul colle di Guardasone, e qui condusse per lunghi anni vita operosa, dedicandosi alla lettura dei poeti, al disegno, all'agronomia, all'entomologia. Come agronomo applic sul luogo utili riforme: infatti studi con pazienza le condizioni locali dei terreni e per essi speriment sementi nuove; sugger modifiche nei modi di coltivazione, sistem le piantagioni di alberi, anche boschivi, fren la rovinosa violenza delle acque libere, trasformando gradatamente cos il brullo colle di Guardasone in una deliziosa residenza. Cur anche l'allevamento del bestiame e la scelta delle razze, ma in particolar modo osserv, studi, medit i ditteri, che in Italia per la loro piccolezza e per la modestia dell'aspetto, non avevano ancora attirato l'attenzione di sistematici rigorosi. (11). Ed ecco il paziente osservatore abbandonare le relazioni coi dilettanti collezionisti per i semplici scambi di oggetti naturali, tanto di moda allora, ed entrare un po' per volta in rapporto di corrispondenza con scienziati italiani (12) e stranieri, eccolo divenire un acuto estimatore di fatti, eccolo farsi un vasto piano di lavoro. Nel 1840, membro dell'Accademia di Francia, entra con modestia nell'agone scientifico presentando una piccola pubblicazione che ha l'aspetto di un felice episodio, ma che porta gi il sottotitolo di memoria prima per servire alla ditterologia italiana; ma gi nello stesso anno discute col Gurin Mnville su particolari della classificazione di insetti dell'ambra siciliana, e alla prima fa seguire rapidamente numerose altre memorie, note, frammenti, che sono descrizioni rapide di generi europei, ritrovati in Italia, o minuziose, di generi o specie nuove per la scienza: progetti di classificazioni, discussioni su caratteri sistematici, ecc.; tutto un lavoro preparatorio dell'opera sua maggiore, il Prodomo della ditterologia italica, di cui parler in seguito. Queste pubblicazioni, che si erano iniziate presso la stamperia Donati, in Parma, proseguono per alcuni anni specialmente nei Nuovi Annali di Scienze Naturali di Bologna, nel Magazin de Zoologie di M. J. Gurin Mnville e negli Annales de la Socit Entomologique de France. La fama batte presto alla porta del Rndani e gli porta testimonianze preziose di stima del mondo scientifico, che lo nomina socio corrispondente di accademie famose, gli porta anche l'onore e il carico di riportatili raccolte di ditteri esotici da classificare. Nel 1948, tornato in citt, partecip al movimento nazionale e venne eletto tra i rappresentanti, al Parlamento subalpino, nel circolo di Traversetolo; dopo Novara e fino al 1855 fu di nuovo ai suoi colli e ai suoi studi; nel 1855, avendo Luisa Maria di Borbone riaperto l'universit, che era stata soppressa fin dal 1849, ed essendovi il Rndani stato nominato, accanto a molti altri patrioti, professore di Agronomia, si trasfer a Parma: da allora inizi la pubblicazione del Prodromo, e, alternando le ricerche scientifiche con l'insegnamento, si dedic attivamente - in accordo con la scienza italiana contemporanea - anche all'entomologia applicata. Avvenuta dopo il '59 l'annessione del ducato di Parma al regno d'Italia, e abolita la cattedra universitaria di agronomia, il Rndani fu nominato Professore emerito dell'Universit (13); insignito della croce dei SS. Maurizio e Lazzaro, fu trasferito professore di scienze naturali nel R. Liceo allora istituito; ivi rimase per dieci anni, conservando sempre anche la carica di Direttore dell'Istituto Agrario. Quando poi tale Istituto nel 1865 pass all'Amministrazione Provinciale e fu destinato alla preparazione degli agronomi e dei periti agrimensori, il Rndani vi rimase come Preside, insegnante di storia naturale e di una parte teorica dell'agronomia, fino alla fine della vita. Professore, am nei giovani l'operosit intellettuale, interrotta da esercizi igienici e da oneste distrazioni; ai discepoli dette non solo il "pane della scienza", ma anche il coraggio, la fiducia, le speranze feconde, l'ammirazione delle cose grandi, la venerazione per gli uomini che sanno sacrificarsi. Preside, fu cordialissimo verso i professori, paterno verso gli studenti; pun raramente e con mitezza, cercando di mantenere la disciplina con l'esempio, con la persuasione, con l'affetto. Oltre che nella scuola, am divulgare la scienza per mezzo di lezioni popolari, nelle quali riusciva brillantissimo, ed ampiamente, sui giornali cittadini; ogni qual volta pot, fu pronto a dare ammaestramenti, a correggere errori, a sventare speculazioni. Ebbe vari incarichi onorifici, dal Governo, dalla Camera d'Agricoltura e Commercio, dalla Giunta Superiore di Statistica: per le benemerenze appunto nel campo della statistica si guadagn una grande medaglia dal Ministero. Molto si adoper anche nei Consigli della Provincia e del Comune, di cui era membro influente. Am la patria da illuminato Italiano. Fece attiva propaganda di idee liberali e quando la sua opera di cittadino fu utile, non aspett di essere chiamato all'appello. Negli anni del silenzio e della preparazione si ritir nella quiete laboriosa della sua villa e merc la sua attivit scientifica fu uno di quelli per cui gli stranieri ci tennero in conto di popolo maturo e degno di migliore destino. Come uomo fu moderatissimo nei desideri, semplice nel modo di vivere, costante negli affetti, irremovibile nei principii. Mor il 17 settembre 1879.

2. Pubblicazioni

Le pubblicazioni del Rndani possono essere raggruppate cos: 1. - Ditterologia italica; 2. - Ditterologia esotica; 3. - Entomologia applicata; parassitismo; 4. - Argomenti vari.

1.2. - Ditterologia italica; L'opera fondamentale del Rndani, e per la quale specialmente il suo nome rimane nella storia della scienza, (14) puramente sistematica. Consta di: A) Dipterologiae Italicae prodromus; sei volumi (1856-1877); B) Diciannove scritti a complemento del prodromo. A questi vanno aggiunti: venti tra memorie, frammenti e commentari, in serie continuata; sedici note formanti un'altra serie, distinta dalla prima: ventidue pubblicazioni fuori serie, sempre ditterologiche; tutti assieme questi tre ultimi gruppi di lavori preparano, integrano, modificano, illuminano il Prodromo e il Complemento al Prodromo. Ricordo che fuori d'Italia eminenti entomologi come il Meigen, il Macquart, il Loew, (15) lo Schiner, si occupavano di ditteri; in Italia, ordinatamente, nessuno; perci il Rndani, avendo un terreno completamente nuovo da dissodare, ebbe a trovarsi davanti a un lavoro enorme e difficoltoso, lavoro che non poteva evidentemente essere compiuto subito in maniera esauriente e definitiva, e che per la sua stessa natura era soggetto a continui miglioramenti. L'opera di rassegna, in cui sono segnalate tra l'altro diecine e diecine di specie nuove per la scienza, rimase circa a met (16): in essa una delle lacune maggiori fu quella di portare solo vaghe indicazioni sulla distribuzione geografica delle singole specie, per cui non se ne trae un'idea chiara delle nostre ricchezze regionali in fatto di ditteri (17): nella classificazione molti generi vi appaiono creati, che poi al lume di una critica successiva ebbero a cadere, ma la sua opera rimane ugualmente fondamentale ed ha servito di base agli studiosi che dietro a lui hanno dato alla scienza i cataloghi dei ditteri italiani. Accenner rapidamente il contenuto del Prodromo e dei lavori a complemento. Il volume I, che un quadro generale sistematico dei generi italiani dei ditteri, preceduto da una classificazione delle famiglie e stirpi (sottofamiglie) europee - trentadue famiglie, ottantaquattro sottofamiglie - presentato modestamente come "un programma, o, per meglio dire, una proposta che vuol essere esaminata e discussa e quindi riformata, dietro le considerazioni dei dotti in tale materia". Esso " destinato a far parte dei materiali che devono essere accumulati per la costruzione del grande edificio di cui tracciava le fondamenta il principe Bonaparte di Canino coi suoi lavori sulla Fauna Italica"; dovr essere seguito da uno species ditterologico dell'Italia, "allorch le discussioni avranno mostrato quanto vi da togliere in tale progetto". Col secondo volume, detto ancora "preludio a una ditterologia italiana" il Rndani inizia la descrizione delle specie italiane che ha potuto raccogliere: avrebbe dovuto essere nella primitiva idea lo species dell'Italia centrale; si poi allargato a comprendere le forme del resto della penisola e delle isole merc collezioni di varia importanza, fornite dal Bellardi, dal Truqui, dal Mussino, dal Costa, dal Gemellaro, dal Villa, e da numerosi altri raccoglitori italiani e anche stranieri, che scrupolosamente il Rndani nomina uno ad uno; tra essi al Gen e al Marchese Spinola egli dedica parole particolarmente affettuose e riconoscenti. A quest'ultimo appunto dedicato il volume, col quale l'autore passa in rassegna le famiglie Oestridae; Syrphidae, Conopidae, e che porta in maggiore o minor numero rappresentanti di tante le provincie italiane, meno quella di Roma. Tutte le famiglie citate trovano il loro complemento nei fascicoli dei diptera italica non vel minus cognita. I tre volumi successivi passano in rassegna la grande famiglia delle Muscidae; il volume sesto inizia la descrizione delle Antomidae, che vengono poi continuate negli scritti a complemento del Prodromo. In questi ultimi iniziata la descrizione anche della sesta famiglia, le Agromyzidae con tre stirpi; alla venticinquesima stirpe, la cui descrizione fu pubblicata dopo la morte del Rndani, nel 1880, il Prodromo interrotto. (18) - (19).

1.3. - Ditterologia esotica.

Grande lavoro cost al Rndani - ed ebbe anche a lagnarsene, come quello che lo distoglieva verso gli ultimi anni dalla preparazione del Prodromo, la descrizione delle collezioni esotiche, che a lui venivano affidate per la classificazione, anche in rapporto con spedizioni scientifiche. Sono pubblicazioni, tutte pregevoli, sebbene non all'altezza delle precedenti, talora di bella mole, e riguardano: 1 - i ditteri portati nel 1846 dal Brasile da V. Ghiliani; forniti dal Truqui (1818). 2 - i ditteri del Venezuela, S. Sebastiano, Carolina, appartenenti al museo di Torino e avuti in consegna dal Gen (1850). 3 - i ditteri raccolti negli anni 1846-48 da Gaetano Esculati nella America equatoriale e appartenenti al museo civico di Milano, forniti dallo Jan (1850). 4. - i ditteri esotici posseduti dal Rndani e altri spediti dal prof. Philippi, di S. Jago (1863). 5. - i ditteri raccolti negli anni 1866-67 da Pellegrino Strobel nell'America meridionale (1868). 6. - i ditteri esotici del museo civico di Genova., raccolti in Abissinia, in oriente, specialmente nell'isola di Borneo dal marchese Doria e da O. Beccari nel 1863-68, cui furono aggiunte alcune specie del Bellardi e del Rndani (1873; 1875; 1878).

1.4. - Entomologia applicata e parassitismo. - Varie. Gi verso il 1840, fiorivano in Francia, ed erano avviati anche da noi, gli studi di entomologia applicata, stimolati talora con premi in denaro, e nella ricerca dei mezzi di difesa contro gli insetti dannosi, gli scienziati rivolgevano lo sguardo verso le specie carnivore di insetti, distruggitrici di insetti fitofagi: nel 1843 la benemerita societ di incoraggiamento d'arti e mestieri di Milano aveva proposto alla medaglia d'oro da conferire a chi avesse tentato con successo esperimenti atti a promuovere lo sviluppo di insetti carnivori per averne un efficace mezzo di distruzione di altre specie dannose all'agricoltura: la vincevano nel 1845 i fratelli Villa con belle ricerche ed esperienze, mentre il Gurin Mnville in Francia trovava un legame preciso tra uccelli e insetti nel caso particolare di una farfalletta dannosa agli ulivi. La questione era ben posta sul tappeto, e si comprende come possa aver attirato l'attenzione del nostro ditterologo, cui l'esperienza di raccoglitore aveva mostrato tante volte la correlazione biologica almeno tra ditteri e afidi. Cos non fa meraviglia nel 1847 una pubblicazione del Rndani su ditteri a larve afidicide e su imenotteri anche essi afidifagi o mangiatori dei nemici degli afidi. Originale il fatto che l'argomento venga posto subito sulla base della correlazione e dell'equilibrio reciproco fra le varie specie ed in questo senso svolto successivamente, accanto a descrizioni di costumi o a lunghi elenchi di specie parassite, a distanza di anni, fino al 1877: sicch, nel 1873, il Targioni Tozzetti, poteva dire per queste belle speculazioni del Rndani: "il soggetto non nuovo: nuovo considerarlo cos nel suo complesso, il tentare di misurarne il valore come elemento di ordine nell'universo, ed in ogni modo ben degno di stare a fronte .di quello del Van Beneden, sul parassitismo dei crostacei ... (20). Il Rndani tratta l'argomento anche dal punto di vista pratico, e in maniera tale da accendere una discussione di interesse internazionale. Con l'arricchirsi del repertorio degli insetti parassiti di altri insetti egli crede di poter asserire che nella lotta, contro i fitofagi non bisogna dare troppa importanza agli uccelli insettivori, che mangiano ciecamente insetti utili e dannosi e non sanno sempre trovare questi ultimi l dove vivono: a questo punto s'inizia una vivacissima discussione tra apprezzatori e denigratori degli uccelli insettivori, alla quale prendono parte studiosi italiani e stranieri: il Rndani era - almeno sul principio - assai isolato (21) e tuttavia, non per questo sgomento, sosteneva la sua tesi con molto calore e molta fermezza. Ad accendere gli animi c'era di mezzo un progetto di accordo tra Italia ed Austria (1870) per la protezione degli uccelli insettivori: a rileggere oggi le relazioni scritte in proposito in vari momenti per conto del Governo Italiano, dal Targioni Tozzetti, bisogna dire che questo valentissimo naturalista, assai intransigente in principio, e mal disposto verso il Rndani, si faceva man mano pi cauto, e, pur insistendo, giustamente, a dire che il problema non si risolveva con l'aggiungere qualche insetto carnivoro di pi negli elenchi di quelli gi conosciuti, tuttavia elogiava (1874) le ricerche del Rndani stesso, il quale, imperturbabile, e certo prevalentemente con indirizzo sistematico, continuava ad allargare le conoscenze sull'estensione del parassitismo entomologico. (22). La questione non si chiuse allora, e non poteva chiudersi, essendo la scienza ben lungi dal poter dire parole decisive in proposito; ha avuto alti e bassi pi tardi; oggi si pu ben dire che, dei due gruppi di contendenti, avessero ragione, fino a un certo punto, e gli uni e gli altri, se, a distanza di cinquant'anni, si guarda quale riconoscimento pieno e indiscusso hanno avuto gli insetti parassiti o predatori di insetti per la lotta contro i fitofagi e se si tien conto delle leggi che si promulgano o si preparano in difesa di uccelli, ultima da noi quella, in corso, per difendere il picchio, cui si riconosce la virt di salvaguardare dai rodilegno le coltivazioni di pioppo. Al Rndani pi tardi fu riconosciuto universalmente il merito di aver dato importanza ai parassiti endofagi e predatori nell'economia della natura. Numerose sono anche le pubblicazioni del Rndani riguardanti argomenti vari, spesso isolati e d'occasione, per lo pi di entomologia pratica: sono segnalazioni di parassiti, consigli agli agricoltori, eco di ritrovati transalpini ecc.; interessante la discussione sulla generazione spontanea che, negata e ammessa in tempi vari, si riaffacciava in Italia dalla scuola universitaria di Pavia, e a Parma (1862) aveva assunto presso furbi speculatori, proprio come ottant'anni prima, il grossolano aspetto di formazione di bachi da seta dalla carne di vitello; interessante anche il tentativo - fatto col Passerini e non riuscito - di chiarire la causa della "malattia dominante" del baco da seta, cio della pebrina, che veniva invece trovata da De Filiippi e Cornalia. Ma gi, si era in tempi in cui gli allevatori e gli agricoltori si rivolgevano fiduciosi alla scienza, e in Francia urgeva nientemeno che il problema della fillossera. In Italia nel 1868, un po' in ritardo se vogliamo (Antonio Villa aveva tentato invano di unirne in associazione gli entomologi, nel 1841), cinque naturalisti diffusero una circolare per la costituzione di una societ entomologica a somiglianza di quelle famose straniere (23): nel 1869 la societ era costituita sotto la presidenza di Adolfo Targioni Tozzetti e iniziando la pubblicazione del suo bel Bollettino portava come primo articolo proprio una delle rigorose note ditterologiche del Rndani. Certo, maggior impulso doveva venire agli studi sugli insetti dalla fondazione della R. Stazione di Entomologia Agraria di Firenze (1875) e dai minori laboratori che in seguito furono annessi alle scuole agrarie; ma fin dal 1870 il Targioni Tozzetti, esponendo in una pubblica adunanza della sua Societ lo stato della scienza entomologica in Italia, troppo arretrata rispetto all'estero, indicava magistralmente le molteplici vie verso le quali gli studiosi dovevano indirizzare le ricerche. Di queste vie, pi di una era nota al Rndani; su di una poi egli si era posto fin dalla prima giovent e l'aveva percorsa, raccogliendovi frutti imperituri. Gi il Cornalia lo ebbe a. dire nel 1870, "principe dei ditterologi", e il Cavanna nel 1879 lo chiam "instauratore della ditterologia italiana": parole consimili furono incise nel 1881 sul marmo che ne riprodusse le sembianze, e oggi si possono ripetere come cinquant'anni addietro.

BIANCA BONFIGLI BIGNOTTI.

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Note:

(1) B. GRASSI - I progressi della biologia e delle sue applicazioni pratiche conseguite in Italia nell'ultimo cinquantennio - Roma 1911.

(2) Nel significato tedesco della met del secolo.

(3) Questa data precisa - che non concorda sempre con quella dei vari biografi del R. - fu controllata da A. Del Prato nei registri dello Stato Civile della citt di Parma. Sul Rndani vedi tra l'altro: I. - G. CAVANNA - Commemorazione di C. Rndani in Boll. Soc. Ent. Ital. 1879. II. - M. LESSONA - Camillo Rndani: Commemorazione, in Ann. R. Accad. d'Agric., Torino, vol. XXIII, 1880, p. 129-153; sep. Torino 1881, Naturalisti Italiani; Roma, Sommaruga, 1884. III. - Annuario della R. Universit degli Studi di Parma 1879-1880. Cenni biografici ecc. IV. A. DEL PRATO - Cenni sulla vita e sulle opere del prof. Camillo Rndani in Annuario del R. Istituto Tecnico, 1880: sep. 1881, p. 31. V. Camillo Rndani: - Commemorazione - Contiene una relazione di P. Strobel, un discorso di A. Silva e parole di G. Passerini, pronunciate in occasione dello scoprimento della lapide, il 1 maggio 1881 - Parma, Battei, 1281. VI. - JANELLI - Dizionario Biografico dei Parmigiani illustri; 1a appendice Parma, Grazioli, 1880. VII. Camillo Rondani and his relations with Loew - E' il XIX capitolo dell'opera Record of my life work in Entomology del barone C. R. Osten-Sacken - Cambridge, Mass. 1903; p. 144-153. VIII. - MARIO BEZZI In memoria di Camillo Rndani nel primo centenario della sua nascita. Boll. Mus. Zool. ecc. della R. Univ. di Torino, vol. XXIII, 1908.

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(4) Aff: Storia di Parma ; Vol. 2, p. 254.

(5) Della sua fede religiosa testimone tra l'altro l'allievo Angelo quale, nel discorso pronunciato del ricordo del maestro, ebbe a dire: "Dio, nel quale credeva e c'insegnava a credere".

(6) Lo Jan incoraggiava a Parma altri giovani a dedicarsi all'entomologia, tra cui Eugenio Bert, valente raccoglitore e scopritore di varie specie di insetti. Questo giovane, amicissimo e compagno di escursioni del Rndani, non pot per ragioni economiche dedicarsi interamente alla scienza. Il Rndani nel 1857 lo dice "il mio dottissimo concittadino, che mi forn non pochi rari insetti dell'Appennino parmense". Una sua collezione entomologica fu acquistata per il museo universitario di Parma.

(7) G. JAN - Nozioni positive e storiche concernenti le mie raccolte ecc. - Parma 1838 (a cura di Bert e Rubini).

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(8) Pi tardi il Rndani, nella sua opera ditterologica, rimise in vigore alcune specie descritte appunto dal Rossi nella Fauna Etrusca e nella Mantissa.

(9) ... "specimen novam generis Sphiximorphae nomine distinxi Petronillae, ex illo dominae maee cui eam dicavi, quia mecum d ripas Padi insecta colligebat quando dipterum hoc pulcherrimum inveni" in De nova specie generis Fab.: 1850. - Nel 1859 dedic un'altra specie del medesimo bellissimo e raro genere al generale Garibaldi.

(10) Avanti negli anni, in seconde nozze, il R. sposo la nipote Elisa Gelati.

(11) "Insecta ista a maxima entomologorum parte neglecta, nostratia praesertim a nullo usque adhuc scrutata" - Costa O.: Ann. Zoologico; 1834. Anche i Fratelli Villa in lettere private si esprimono in maniera .1 simile.

(12) Particolarmente il Gen, che egli chiama amico e maestro che diresse i miei primi studi entomologici con attiva ed amorevole corrispondenza" e il Marchese Massimiliano Spinola "il cui carteggio mi fu scuola e sprone a serii studi scientifici".

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(13) Questo titolo permise che il ricordo marmoreo del Rndani fosse posto nel 1881 entro i locali dell'Universit.

(14) M. BEZZI in op. cit. dice che nella ditterologia il suo nome trova posto con Loew e con Schiner fra i primi ditterologi della seconda met del scolo scorso. Un giudizio simile dato da B. Grassi in op. cit.

(15) L'OSTEN-SACKEN in Op. cit. ha stabilito una specie di confronto tra il Rndani e il Loew - e spesso l'A. si esprime a favore del primo. Dice che aveva un eccellente occhio cos per le affinit, come per la scoperta di caratteri guidatori e che, sotto quest'aspetto la sua naturale abilit era decisamente superiore a quella del Loew.

(16) Vedi BEZZI M.: Contributo alla Fauna ditterologica della provincia di Pavia - Bull. Soc. Entom. Ital. 1891, 1892, 1894.

(17) BEZZI M., in: Contributo alla fauna ditterologica, ecc.

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(18) M. Bezzi (In memoria ecc.) dice che nel campo della ditterologia il lavoro pi notevole del R. fu quello intorno ai Tichinidi e ai Muscidi. B. Grassi in op. cit. si esprime in maniera simile. Anche il prof. Tyler Townsend considera il Rndani come caposcuola, per la classificazione dei Muscidi superiori. (The taxonomy of the muscoidean Filies, including descriptions of new genera and species. Washington, 1908. v. pag. 6).

(19) La classica collezione dei ditteri italiani del Rndani fu acquistata dal Targioni Tozzetti per conto del Governo Italiano e del R. Istituto Superiore di Firenze, a ricordo, sostegno ed elucidazione delle opere da lui pubblicate" e presentata il 26 dic. 1880 alla Societ Entomologica Italiana. Vedasi la descrizione fattane dal Bezzi in op. cit. Un certo numero di cotipi si trova nei musei di Torino, Milano, Pavia e Napoli. Il R. Liceo Classico di Parma possiede una scatola con ben 192 specie di ditteri del Rndani e alcune altre scatole di minore importanza, tutte in buono stato di conservazione.

(20) Vedi anche C. DARWIN in Origine delle specie cap. III (1859); correlazione tra il numero dei buoi, dei cavalli, dei cani, delle mosche e degli uccelli insettivori nell'Uruguay.

(21) Ebbe anche il conforto di sostenitori, che tuttavia non negavano l'azione benefica degli uccelli, come il Pervis, lo Strobel, il Ghiliani e particolarmente M. Lessona.

(22) G. Canestrini nel 1875 confessa: "gli interessantissimi studi che il Rndani ha fatto ci costringono ad ammettere che tale parassitismo sia assai pi esteso di quanto generalmente si crede".

(23) Non ho potuto aver sott'occhio copia della circolare, da cui si trarrebbero tutti e cinque i nomi dei naturalisti proponenti; nel 1869 quattro di essi formano il comitato provvisorio per la pubblicazione del Bollettino; il quinto non appare in alcun modo. Tuttavia non escluso che avesse ad essere il Rndani, il quale, lontano da Firenze, non poteva prender parte attiva alla vita del Bollettino. I biografi contemporanei lo dicono "uno dei fondatori della Societ Entomologica". Verso gli ultimi anni della vita ne fu vicepresidente.

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